La Fiera del libro va in città

Il 10 gennaio l’IIS “Galilei” di Jesi per la prima volta si è aperto alla cittadinanza con l’iniziativa “La Fiera va in città”, ospitata al Palazzo dei Convegni, dove gli studenti del biennio e del triennio hanno riproposto i lavori dei dieci migliori stand della Fiera del Libro, svoltasi lo scorso 21 dicembre nella sua quarta edizione.

È stata un’occasione imperdibile offerta ad allievi di altre scuole e a tutti gli interessati per ammirare i prodotti della creatività e della fantasia degli studenti che si sono cimentati con risultati ingegnosi ed originali nella presentazione – non più lunga di cinque minuti – di alcuni grandi classici e di romanzi di recente pubblicazione. Una giuria qualificata di giornalisti, scrittori e insegnanti aveva decretato a dicembre le classe vincitrici, che per il biennio sono risultate essere la II D bt con l’avvincente romanzo La città del ladri di David Benioff e la II C les con Te la sei cercata di Louise O’Neill. Per La città dei ladri gli studenti – vestiti da militari perché la storia si svolge nella Russia del 1941, assediata dai tedeschi e dal gelo – hanno costruito un plastico che riassume le principali vicende, tragiche e grottesche, di due giovani dalle personalità opposte e complementari: l’introverso e bruttino Lev e lo spavaldo Kolja, impegnati nella disperata ricerca di una dozzina di uova per aver salva la vita.

Stand per La città dei ladri.JPG

Un gigantesco cellulare di cartone aperto su Facebook, dov’era possibile inserire fogli con scritte e disegni, è servito invece ai ragazzi della II C les per presentare il romanzo Te la sei cercata, ispirato ad una storia vera avvenuta negli U.S.A., ma ambientata in Irlanda. Il tema è quello della violenza sulle donne ed il linguaggio adoperato è molto forte in quanto legato al cyberbullismo. Il finale del libro, però, diciamolo, è deludente: Emma, stuprata e fotografata dopo essere stata drogata a sua insaputa, divenuta protagonista della pagina Facebook “Easy Emma”, si ritrova a vivere da emarginata. Neanche i suoi genitori sono dalla sua parte, cosicché, per ritrovare almeno il loro consenso, decide di non sporgere denuncia.

Stand per Te la sei cercata.JPG

Al triennio invece sono state premiate la III B bs con Ogni giorno di David Levithan e la IV B bs con Il manuale per ragazze rivoluzionarie di Giulia Blasi. Per l’originalissimo e romantico Ogni giorno gli studenti hanno realizzato una colorata ruota della fortuna, nei cui spicchi erano riportati i nomi di molte delle settanta persone in cui si incarna l’adolescente A., privo di una sua identità fisica, costretto ogni mattina a vivere nel corpo di un coetaneo diverso. Il pubblico, girando la ruota, ha potuto ascoltare dagli allievi le esperienze particolari vissute da A. incarnando determinati personaggi.

Stand per Ogni giorno.JPG

Un’esplosione in rosa invece quella dello stand per il Manuale per ragazze rivoluzionarie, un saggio profondo ed elettrizzante che vuole spingere le donne di ogni età ad una “sorellanza” capace di attuare un cambiamento epocale con l’abbandono di una società ancora connotata dal sessismo e dalla disparità di genere.

Stand per Manuale per ragazze rivoluzionarie.JPG

Il pubblico, affluito soprattutto nel tardo pomeriggio, ha curiosato anche nella casa di bambole in stile horror costruita dalla I D les per il fantasy Coraline di Neil Gaiman, da cui è stato tratto il film d’animazione statunitense del 2009 Coraline e la porta magica. La tetra palazzina costruita dagli studenti riesce a dare un’idea appropriata della parallela realtà da incubo in cui si trova a lottare la bambina protagonista della storia, ingannata e poi perseguitata da una finta madre, una strega dal corpo di ragno che si nutre di bambini. Anche questo che potrebbe sembrare solo un romanzo horror fantasy d’evasione lascia nel lettore un importante messaggio: bisogna imparare ad accettare quanto la vita ci ha offerto, anche con delle imperfezioni, sforzandosi di migliorarlo, piuttosto che fuggire.

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Davanti alla casetta le bambole riproducenti Coraline (con i capelli blu) e l’Altra Madre, con i bottoni cuciti sugli occhi. Nell’attico

La II B bt invece ha fatto rivivere le vicende della famiglia di Greta Thunberg, rappresentata con un simpatico pupazzetto in impermeabile giallo da spostare da una tappa all’altra lungo un percorso tutto in blu, dalla presa di coscienza dei danni apportati dal cambiamento climatico – constatazione che la fece cadere in depressione tanto da perdere 10 kg – fino al movimento Fridays For Future e alla scoperta della grande chiazza di immondizia galleggiante nel Pacifico. I visitatori hanno potuto leggere brani significativi di La nostra casa è in fiamme pescando da un contenitore a forma di cervello, con riferimento al disturbo sofferto dalla sedicenne attivista svedese, la sindrome di Asperger.

Stand per La nostra casa è in fiamme.JPG

Altri studenti della IV D bs hanno fatto conoscere l’epoca della lotta per le investiture con Il principe scalzo di Laura Mancinelli, sintetizzato tramite un’acrobatica recita, con Gabriele Goffi nelle vesti del protagonista Enrico IV, re di Germania e imperatore del Sacro romano impero, Soumia Sellani in quelle della sua enigmatica e sensuale amante, la non più giovane Matilde di Canossa, mentre Alberto Mulone ha impersonato papa Gregorio VII e Francesco Barone il cognato di Enrico, Rodolfo, suo rivale al trono imperiale. Dal duello finale con spade di legno fra i redivivi Enrico e Rodolfo è emersa tutta la preparazione dei ragazzi per questo tipo di scontri, frutto dei costanti allenamenti presso l’Associazione Ente Palio San Floriano. Per assistere ad una parte della recita puoi cliccare qui.

Gli attori in erba per Il principe scalzo.JPG

Interessante anche lo stand della I A bt per Noi siamo tempesta di Michela Murgia, un libro che comprende tante storie molto diverse tra loro, ma legate da una constatazione comune, ossia che anche se non si è un eroe, un piccolo gesto quotidiano compiuto insieme ad altri può aiutare a diventarlo. Ecco quindi un plastico con oggetti e piccole costruzioni per raccontare, tra le altre, le storie:

1) di Alan Turing, che con la sua famosa macchina e un gruppo di ricercatori riuscì a decriptare i messaggi dei nazisti;

2) del Coro Manos Blancas di Caracas, in cui si insegna a tutti il linguaggio dei segni;

3) della protesta per il riconoscimento dei diritti civili dei neri alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968;

4) dell’opera del 1981 Legarsi alla montagna di Maria Lai, che ad Ulassai, nel nuorese, unì le case e le vie del paese con circa 27 chilometri di nastri celesti, per far dimenticare le discordie che dividevano i nuclei familiari.

Stand per Noi siamo tempesta.JPG

Con un album ed un gioco tipo Memory la IV B bs ha invece fatto conoscere Le piccole virtù di Natalia Ginzburg, nata Levi (1916 – 1991), una raccolta di undici saggi e racconti in cui, tra riflessioni e ricordi autobiografici si riflette anche sull’educazione da impartire ai figli, cui bisogna insegnare…

…non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma la generosità e l’indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo sprezzo del pericolo; non l’astuzia, ma la schiettezza e l’amore alla verità; non la diplomazia, ma l’amore al prossimo e l’abnegazione; non il desiderio del successo, ma il desiderio di essere e di sapere. Di solito invece facciamo il contrario: ci affrettiamo a insegnare il rispetto per le piccole virtù, fondando su di esse tutto il nostro sistema educativo.

(dal racconto eponimo “Le piccole virtù“)

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Lo stand multicolore della III B les è servito invece a seguire le vicende narrate in Questa sera è già domani di Lia Levi, che per questo libro – vincitore del Premio Strega Giovani 2018 – si è ispirata alla vita dell’amatissimo marito Luciano Tas (1927 – 2014), in fuga continua dopo le leggi razziali del 1938.

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La prossima volta, però, ragazze, evitate i festoni, in modo che vi si possa ammirare in tutto il vostro splendore…

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Hanno sorpreso poi le capacità artistiche di due alunne della II A les che hanno realizzato statuine per rappresentare l’introverso e nevrotico quattordicenne Lorenzo Cuni, autosegregatosi in una cantina, e la sorellastra Olivia, tossicodipendente, protagonisti del romanzo breve Io e te di Nicolò Ammaniti.

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Uno spazio particolare è stato dedicato anche ai lavori degli alunni con disabilità, che hanno mostrato elaborati lapbook sul ciclo dell’acqua….

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ed un vivace album con narrazioni accompagnate da disegni eseguiti al momento.

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Si è trattato di un’altra iniziativa lodevole del nostro istituto, finalizzata a far comprendere il piacere e la felicità che può dare l’immersione della mente in altre realtà e in altri mondi, finalità importante in quanto l’Italia versa in un vero e proprio stato di emergenza. Infatti da recenti dati Istat risulta che quasi il 60% delle persone sopra ai sei anni non legge neanche un libro all’anno. Speriamo che il messaggio venga recepito da più persone possibili.

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