Polveri sottili: silenziose e pericolose

Le questioni più largamente discusse in materia di inquinamento ambientale riguardano in gran parte l’ effetto serra.

Si sente invece meno parlare delle alte concentrazioni di polveri sottili.

Seppur meno conosciute, le polveri sottili risultano pericolose perché agiscono silenziosamente e lentamente andando ad accumularsi al interno delle vie respiratorie provocando danni, anche gravi.

Un’ esempio è costituito dalle PM10 le quali agiscono come irritanti degli organi che compongono l’apparato respiratorio oltre ad essere il veicolo principale usato dai microelementi chimici quali il benzene o i metalli pesanti.

La presenza di queste ultime sostanze va ad aumentare la pericolosità delle polveri sottili in quanto, legandosi ad esse, possono essere inalate, dunque, con la stessa facilità.

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Be a maker@school

Pochi giorni dopo “Sports and healthy food for inclusion”, nella prima settimana di aprile si è concluso anche “Be a maker@school”, un altro progetto Erasmus di durata biennale che ha messo in contatto ventiquattro studenti dell’indirizzo biotecnologico con altrettanti coetanei per ogni altro Paese coinvolto, ossia Spagna, Lituania ed Olanda.

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In viaggio con Enea

Nella serata del 3 maggio, dopo poco più di un mese di preparazione, la classe I A bt, coordinata dalla professoressa Carla Tiberi, ha presentato la fase conclusiva del progetto “Le stanze di Enea“, che ha avuto come location uno degli spazi più prestigiosi e preziosi della nostra città: la Pinacoteca civica, conosciuta soprattutto per le cinque opere del Lotto in essa custodite. Ma notevoli sono anche gli affreschi dipinti a tempera nelle volte delle sei “Stanze di Enea”, che per la loro fedeltà al testo di Virgilio si prestano molto bene ad attività didattiche interdisciplinari.

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Storie di orrore, storie di vita

Recentemente mi sono imbattuta nella lettura di un articolo pubblicato l’8 febbraio scorso sul «Corriere della Sera» nella sezione Esteri. Quest’articolo, scritto da Goffredo Buccini, tenta di fare un po’di chiarezza sulla questione della Libia in merito alla gestione dell’immenso flusso di migranti che dal cuore dell’Africa partono alla ricerca di una vita più dignitosa, convinti di trovare proprio in Libia un posto sicuro in cui sostare prima di imbarcarsi per approdare in Europa.

Purtroppo però la Libia non è questo. La visione idilliaca della Libia è solo un’illusione, una copertina; all’interno dello stato soprusi, violenze sia fisiche che psicologiche, torture ed estorsioni sono un dramma perenne e consueto, essendo l’incontro dei migranti con i propri aguzzini quotidiano.

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